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Affordable Art Fair
Interviews - 01 December 2017

Meet the curators: Young Talents Milano 2018

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Quali aspetti dello scenario artistico italiano ritieni interessanti menzionare?
Angelica GattoANGELICA:

La scena artistica italiana è a mio parere variegata e ricca di iniziative degne di nota che si inseriscono non soltanto all’interno di circuiti istituzionali e ufficiali ma anche negli spazi no-profit e nelle realtà più decentrate. L’Italia, storicamente, è stata interessata da fenomeni radicali che hanno avuto un impatto determinante nello sviluppo delle arti contemporanee. Esperienze fondamentali di cui rimangono le tracce tutt’oggi. Penso, per esempio, a personaggi centrali nella storia dell’arte come Fabio Sargentini, che a Roma, con la sua galleria L’Attico, ha fornito agli artisti e al pubblico uno spazio sperimentale e di ricerca proattiva all’interno del quale si sono avvicendati e confrontati personaggi provenienti da tutto il mondo. Un terreno così fertile, nonostante le obiettive contraddittorietà riscontrabili, non può non aver influenzato, in positivo, le generazioni successive, che operano a mio avviso con uno sguardo critico e consapevole. E lo stimolo in questo senso arriva proprio dalle generazioni di artisti più giovani che confrontandosi col passato si spingono oltre e arrivano a problematizzare, in maniera lucida e attenta, i loro contesti di appartenenza, la società in cui sono attivi e ciò che li circonda. L’arte in questo senso è foriera di una responsabilità civica e sociale che molti giovani artisti scelgono di declinare mediante una pluralità di linguaggi espressivi.

Emanuele RiccomiEMANUELE:

In Italia vivono e lavorano tantissimi artisti diversi per ricerca, interesse, generazione, provenienza, media utilizzati. Risulta difficile trovare un tratto in comune in questo panorama così eterogeneo. Ciò che trovo veramente interessante, al di là delle differenze, è l'entusiasmo e la voglia di mettersi in gioco che hanno gli artisti, nonostante la pressoché totale assenza di un supporto economico, soprattutto se mettiamo a confronto il contesto Italiano con quello di molti paesi Europei.

 

 

In che modo scopri nuovi e promettenti artisti?
ANGELICA:

Spesso mi capita di entrare in contatto con giovani artisti frequentando gli spazi, istituzionali e non, che privilegiano una ricerca legata ai nuovi talenti. Da qui, il confronto con gli artisti rimane imprescindibile per comprendere il loro lavoro e l’indagine che stanno portando avanti. Certamente la ricerca sul web rappresenta una fonte preziosa per approfondire gli statement che improntano la sperimentazione di un artista. Oltre a questo, i programmi di residenze e i premi più interessanti costituiscono un’ottima linea di indirizzo per rintracciare giovani artisti che per finalità e linguaggi sento più affini ai miei interessi.

EMANUELE:

Soprattutto frequentando quelle realtà che lavorano con gli artisti emergenti, quindi prevalentemente spazi no profit ma anche alcune gallerie e fondazioni che puntano sui giovani. Queste realtà attraggono molti giovani artisti interessati alle ricerche dei loro coetanei e contribuiscono alla creazione di un ambiente culturalmente vivo ed è più facile venire in contatto con personalità interessanti. Inoltre, seguo molto i premi più importanti a loro dedicati e, chiaramente, faccio molte ricerche su internet, soprattutto per capire in che modo gli artisti stanno lavorando su un tema specifico che mi piacerebbe approfondire.

 

Cosa pensi di “affordable art” e di rendere il mercato dell’arte accessibile?
ANGELICA:

Rendere l’arte accessibile implica avviare un percorso di orizzontalizzazione e differenziazione del sistema dell’arte contemporanea che passi necessariamente attraverso un dialogo che coinvolga i diversi protagonisti. Nel percorso di orizzontalizzazione, e se vogliamo di apertura dell’arte contemporanea, ciò che per me rimane centrale e ineliminabile è il criterio con cui si avvia questo processo. La competenza dei professionisti che operano nel settore, insieme alla qualità dei progetti, dei contenuti e delle attitudini metodologiche, dovrebbero essere un punto fermo. È soltanto grazie alla pregnanza dei programmi di valorizzazione culturale che è possibile garantire una completa accessibilità dell’arte.

EMANUELE:

Ritengo che questi affordable e accessible possano far parte dello stesso discorso ma che non vadano necessariamente di pari passo. Comprare un'opera non significa, di per sé, comprenderla. L'idea di basare una fiera sull'accessibilità economica delle opere, indirizza l'esposizione e il suo pubblico verso il confronto con le ricerche degli artisti più giovani, tendenza confermata anche dall'inserimento della sezione Young Talents nella fiera.

 

Cosa significa per te “living with art”?
ANGELICA:

Cosa significa per me “living with art”? Certamente circondarmi di persone stimolanti con le quali condividere la stessa passione per l’arte contemporanea e per la sua valorizzazione. In questo senso, lavorare all’interno di una galleria mi consente di confrontarmi costantemente con artisti, anche emergenti, e professionisti provenienti dai settori più disparati con i quali condivido un approccio multidisciplinare e trasversale. Vivere con l’arte significa anche questo: aprirsi a una molteplicità di esperienze che attraversino in modo plurale, e se vogliamo eterodosso, il sistema dell’arte e le sue diverse declinazioni.

EMANUELE:

Vuol dire osservare la realtà adottando un punto di vista dinamico che permetta di cambiare sempre la propria prospettiva, guardando i fenomeni da angolazioni diverse. Ritengo che le opere d'arte siano dei dispositivi che ci aiutano a comprendere i processi politici, economici e sociali in cui siamo immersi, mettendo in discussione l'idea che il mondo debba essere necessariamente così com'è.

 

Se vi interessa scoprire di più sulla sezione Young Talents clicca qui »

 

Immagine principale:
Young Talents, edizione 2017, “Quando, quando, quando” mostra curata da Giampaolo Cacciottolo, Alessandro Ferraro, Elisa Torchio.

Immagini dalla prima all’ultima:
Angelica Gatto
Emanuele Riccomi

 

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